Se ne va un anno lunghissimo e denso.
L’anno dei grandi terremoti, delle svolte dolorose, dei mutamenti non voluti.
Si porta via, per sempre, parti di me che mi mancheranno a lungo, alla cui perdita forse non mi rassegnerò mai.
L’anno nuovo vede le mie nuove consapevolezze, che probabilmente a freddo non saranno piu’ così dolorose e negative, ma che per il momento riescono ad affossare tutti i miei sforzi di rimanere a galla.
Intanto oggi è di nuovo il 30 dicembre, ed è ancora un giorno di fame, sete, sonno. E’ ancora una strenua ricerca di bisogni diventati primari, ma senza più speranza ed attesa.
Amici, (ci) auguro un anno migliore.
Eì il massimo augurio che possa farvi in un periodo in cui, di migliore, non mi aspetto davvero più nulla.
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