30
dic
11

Se ne va un anno lunghissimo e denso.
L’anno dei grandi terremoti, delle svolte dolorose, dei mutamenti non voluti.
Si porta via, per sempre, parti di me che mi mancheranno a lungo, alla cui perdita forse non mi rassegnerò mai.

L’anno nuovo vede le mie nuove consapevolezze, che probabilmente a freddo non saranno piu’ così dolorose e negative, ma che per il momento riescono ad affossare tutti i miei sforzi di rimanere a galla.

Intanto oggi è di nuovo il 30 dicembre, ed è ancora un giorno di fame, sete, sonno. E’ ancora una strenua ricerca di bisogni diventati primari, ma senza più speranza ed attesa.

Amici, (ci) auguro un anno migliore.
Eì il massimo augurio che possa farvi in un periodo in cui, di migliore, non mi aspetto davvero più nulla.

30
nov
11

Torna dicembre, e trova un cuore ricoperto di neve.
Cade, cade e cade ancora.
In questo tiepido autunno fa tanto tanto freddo.

10
ago
11

Vorrei urlare, ma le parole rimangono maledettamente in gola.

19
lug
11

[...] eliminate la speranza, che serve solo a lamentare il limite e a comprare i sogni

Trentacinque anni e dieci giorni, pensarlo ma non crederlo.

L'isolamento di giugno è stato meno salvifico di quanto credessi, ma ha spalancato le porte ad un nuovo periodo di me stessa che davvero credevo di non vedere mai più, e chissà mai se riuscirò a continuare a vederlo.

Intanto subisco logiche assurde che non posso combattere, e faccio la spettatrice mentre altri decidono con leggerezza di gran parte della mia vita.

L'altra parte, quella che non credevo davvero di avere, è ancora troppo fresca per essere venduta al mondo, va ancora coccolata, osservata, nutrita, sperando che cresca e diventi gigante come sento che potrebbe, ma che forse non sarà. Perchè rimango comunque profondamente sbagliata, c'è qualcosa di me che non quadra e non quadrerà mai, me lo dimostrano per l'ennesima volta i pensieri allucinanti in balia delle onde della crisi: come posso arrivare a tutto questo e sentirmi ancora in grado di guardare con candore, perchè non riesco proprio a vomitare per sempre la paura, la sfiducia, il dubbio?

E tu che hai paura più di me, che ostenti lontananza ma continui a stare lì, nonostante tutto, continua a respirare pianissimo ma resta qui accanto, in modo che possa sentire che vivi, e che forse esisti anche un po' per me.
 

24
mag
11

E' di nuovo tempo di cambiamenti, gastrite, vacanze.

La gastrite che si riaffaccia oggi più vispa che mai, a ricordarmi che c'è, che non mi abbandona mai nei momenti di crisi, anzi mi segnala che è arrivato il momento di fare qualcosa.
I cambiamenti non scelti, non voluti, maldigeriti eppure, probabilmente, necessari. Magari anche benefici, in fondo.E infine, la vacanza che libera (almeno spero, e credo) da tutti i mali.

Ci risentiamo a luglio, senza fretta, con un anno in più e una nuova avventura da giocare.

15
apr
11

Oh, blackout, I gotta know where you’re from, what are you trying to tell me I don’t know

Avrei tante di quelle cose da dire che non me ne esce nemmeno una. I giorni continuano a rotolare senza sosta, le emozioni si susseguono, i respiri si incrociano, accavallano, mescolano per poi dividersi per sempre.

Vorrei disperatamente, almeno per una sola, ultima volta, che mi abbandonasse il disincanto, che mi travolgesse il candore, la favola, una bugia. Vorrei svegliarmi domani e credere ancora che un mondo migliore sia possibile, che le persone che amo siano immortali, che esista l'amore e l'amicizia vera, che io sia una persona buona e giusta, che non invecchierò mai, che comunque vada sarà un successo.

Invece continuo a crogiolarmi nei soliti, sfiancanti errori, quasi me ne compiaccio, continuo a correre senza guardare indietro per paura di vedere cosa lascio, o cosa mi ha lasciato, continuo a buttare avanti quello che non voglio sapere, non voglio toccare.

Il bilancio è fortemente in perdita.  Ma io continuo a voltare la testa in tutte le direzioni, a sorridere per poi azzannare alla gola tutto e tutti. E infine, guardo la foto dietro di me, penso che tra otto giorni è giusto un anno che non ci sei più e mi accorgo che non riesco ancora a tamponare, che il 23 starò fuori tutta la notte, butterò via il mio tempo a non pensare, tornerò all'alba in ginocchio stordita dalla vita, dal sentire,  dal dolore che più getto in fondo e più torna sù.

Forse devo soltanto aspettare che finisca questo mese che odio, e magari sarò più lucida.

Magari.

21
mar
11

Vidi Manon Lescaut, e fu una giornata meravigliosa. Non per l'opera, mediocre e immediatamente dimenticabile, ma per un altra serie di motivi riconducibili ad un solo motivo.

Da allora è successo di tutto, e come sempre tutto insieme. Una convalescenza, non mia, giorni artistici felici e soddisfacenti, crolli di fiducia nel mondo circostante ed ennesime prese di coscienza, fine di un'altra amicizia, o che io, e solo io probabilmente, reputavo tale.

E ancora: cazzate su cazzate, le mie solite fughe, e all'improvviso, quando meno me lo aspettavo e ancor meno lo cercavo, una botta di adolescenza acuta, più di quella che solitamente accompagna i miei giorni.

E adesso? Boh. Tento di aggrapparmi alle (poche) certezze del cammin di mia vita giunto quasi nel mezzo, e arranco. Non conosco il motivo. Non mi conosco e non mi riconosco.

E mentre tutto intorno a me si allontana nell'ipocrisia e nella falsità di sentimenti che ho sperato per anni essere sinceri, mi addormento con questo strano pensiero.

Tanto giugno è vicino…vero?

17
feb
11

En attendant Manon Lescaut, sperando che sia almeno decente.

Intanto ghigno e mi spavento, perchè non mi comprendo.  Forse è solo che le cose sono molto più semplici di come le pensiamo, ma un po' mi spaventa a morte, mi commuove, mi rende felice, mi fa suonare l'allarme.

Ma, tra le poche cose che ho imparato, c'è l'aspettare, chè tanto non si può fare altro. 
E mentre aspetto, mi godo questo senso di perfezione che non c'è, ma che percepisco. Che mi fai percepire. Tra lo sconforto, la depressione, le risate, l'intimità del respiro, la voglia di esprimersi e il bisogno di nascondersi. Ma non di reprimersi.

Che è spaventosamente bello.

03
feb
11

E poi
C'è la brezza che disegna la tua infelicità

Ma al momento
E' quella che somiglia di più alla mia.

25
gen
11

C’è gente che ha avuto mille cose tutto il bene, tutto il male del mondo
Io ho avuto solo me, non mi perderò, non mi lascerò per cercare nuove illusioni
C’è gente che ama mille cose e si perde per le strade del mondo
Io che amo solo me non mi fermerò e mi riserverò quel che resta della mia gioventù.




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